Nell'ultimo giorno della Prima Guerra Mondiale, un uomo perde tutti e quattro gli arti, la vista e l'udito, ma è ancora in grado di pensare. Muovendo la testa riesce a comunicare con i medici che lo assistono e dimostra loro che dentro un corpo inerme c'è ancora una persona.
Esordiente nella regia a 65 anni, lo sceneggiatore D. Trumbo (1905-76) ha adattato un suo romanzo del 1938. L'ispirazione per il romanzo venne a Trumbo quando lesse un articolo su un ufficiale britannico che era stato orribilmente sfigurato durante la Prima Guerra Mondiale.










