"Si tratta di una reinvenzione di alcune novelle del Boccaccio, che il regista (e sceneggiatore) ha ambientato nel Napoletano, accentuando le caratteristiche plebee e furfantesche dei loro personaggi e colorandone le sfrenatezze sessuali. Di tanto in tanto, compaiono momenti di lirismo. Il film è stato raccontato con un certo gusto e con spirito dissacrante." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 72, 1972)
ORSO D'ARGENTO AL FESTIVAL DI BERLINO 1971.
ORSO D'ARGENTO AL FESTIVAL DI BERLINO 1971.










