Splendido e toccante esempio di teatro civile.
"La Neve di Giugno" è un monologo scritto da Francesco Niccolini e da Roberta Biagiarelli, che ne è anche l'interprete.
Partendo dal racconto teatrale "Resistenti, leva militare ‘926", il regista Andrea Dalpian ha realizzato un film che mescola drammaturgia teatrale, tecnica cinematografica e cronaca giornalistica, riconsegnando alla memoria collettiva un episodio della resistenza a Fiorenzuola d’Arda e nelle colline vicine.
Camminando in quei luoghi, toccando quegli alberi e i muri di quelle case, la Biagiarelli si fa di volta in volta interprete e voce fuori campo.
Non usa il dialetto di quelle parti, ma il suo italiano è denso e spesso; è la lingua di uomini e donne che diedero tutto senza avere in cambio nulla. E’ un racconto della resistenza; è il bisogno, il dovere di salvare la memoria degli anti eroi, dei giovani di allora, quasi bambini, troppo spesso dimenticati dalla Storia ufficiale.
Prodotto da Babelia & C. e da Giusi Santoro il film, della durata di 50 minuti, è anche di altissima qualità estetica e visiva resa possibile dalle riprese in alta definizione e da tecniche e mezzi originari del cinema, nonché dalla straordinaria bellezza dei luoghi e dei paesaggi in cui sono ambientate le storie.
"La Neve di Giugno" è un monologo scritto da Francesco Niccolini e da Roberta Biagiarelli, che ne è anche l'interprete.
Partendo dal racconto teatrale "Resistenti, leva militare ‘926", il regista Andrea Dalpian ha realizzato un film che mescola drammaturgia teatrale, tecnica cinematografica e cronaca giornalistica, riconsegnando alla memoria collettiva un episodio della resistenza a Fiorenzuola d’Arda e nelle colline vicine.
Camminando in quei luoghi, toccando quegli alberi e i muri di quelle case, la Biagiarelli si fa di volta in volta interprete e voce fuori campo.
Non usa il dialetto di quelle parti, ma il suo italiano è denso e spesso; è la lingua di uomini e donne che diedero tutto senza avere in cambio nulla. E’ un racconto della resistenza; è il bisogno, il dovere di salvare la memoria degli anti eroi, dei giovani di allora, quasi bambini, troppo spesso dimenticati dalla Storia ufficiale.
Prodotto da Babelia & C. e da Giusi Santoro il film, della durata di 50 minuti, è anche di altissima qualità estetica e visiva resa possibile dalle riprese in alta definizione e da tecniche e mezzi originari del cinema, nonché dalla straordinaria bellezza dei luoghi e dei paesaggi in cui sono ambientate le storie.










