Folgorato dalla visione di Biancaneve e i Sette Nani (1937), di Walt Disney, Anton Gino Domeneghini concepisce il progetto autarchico di un lungometraggio d'animazione tutto italiano. Ma il bombardamento di Milano nell'ottobre del 1942 distrugge lo studio e Domeneghini trasferisce tutta la squadra in due ville in provincia di Brescia. Il lavoro si protrae per sette anni, finché, nel 1949, le centinaia di migliaia di disegni prodotti vengono fotografati in Technicolor in Inghilterra.
La storia de La Rosa di Bagdad - un capolavoro di poesia e delicatezza inventiva ispirato ai racconti delle Mille e una notte - si intreccia con le vicende della guerra, col mondo della pubblicità e del cartone animato in Italia; la figura di Domeneghini è emblematica di una capacità imprenditoriale e creativa tutta italiana, in grado, nonostante la limitatezza dei mezzi, di competere perfino con lo studio di Walt Disney.
Dopo decenni di oblio, il film viene riscoperto e restaurato alla fine degli anni '90 dalla Cineteca Nazionale e editato oggi in Alta Definizione dall'Istituo Luce.










