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L'acclamato regista Gus Van Sant ci conduce, con il film "Restless - L'Amore che resta", all'interno dell'eccentrico rapporto tra un giovane (l'esordiente Henry Hopper) che non crede più nella vita e una bella e dolce ragazza (Mia Wasikowska) che invece la ama profondamente. Quando i due per caso s'incontrano ad un funerale, capiranno di avere molto in comune. Prodotto da Brian Grazer, Ron Howard, Bryce Dallas Howard e Gus Van Sant, il film, dedicato all'indimenticato padre del protagonista, Dennis Hopper, è un'intensa storia d'amore duramente compromessa dagli eventi della vita.
"Senza perdere leggerezza né profondità, perché il regista di 'Last Days' e 'Paranoid Park' ha il dono della grazia e riesce a rendere lieve e sognante anche questa love story a tempo determinato. Con tutta la sua bellezza e il suo buonumore, infatti, l'incantevole Annabel ha solo tre mesi di vita. In quei tre mesi Enoch dovrà imparare ad amarla, a perderla, e a fare i conti col dramma familiare che si porta dentro. In un susseguirsi di momenti ironico-macabri e momenti della verità che fra puntate alla morgue, passeggiate al cimitero, notti di Halloween, ma anche immagini dell'atomica su Nagasaki, fanno prendere molto sul serio questo film dal tocco lieve e inconfondibile. Rendendo ancora più commovente la dedica finale a Dennis Hopper, padre del protagonista Henry." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 maggio 2011)

"Senza perdere leggerezza né profondità, perché il regista di 'Last Days' e 'Paranoid Park' ha il dono della grazia e riesce a rendere lieve e sognante anche questa love story a tempo determinato. Con tutta la sua bellezza e il suo buonumore, infatti, l'incantevole Annabel ha solo tre mesi di vita. In quei tre mesi Enoch dovrà imparare ad amarla, a perderla, e a fare i conti col dramma familiare che si porta dentro. In un susseguirsi di momenti ironico-macabri e momenti della verità che fra puntate alla morgue, passeggiate al cimitero, notti di Halloween, ma anche immagini dell'atomica su Nagasaki, fanno prendere molto sul serio questo film dal tocco lieve e inconfondibile. Rendendo ancora più commovente la dedica finale a Dennis Hopper, padre del protagonista Henry." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 maggio 2011)











