Nablus, oggi. Khaled e Saïd sono amici da quando avevano otto anni, ma ora sono adulti e pronti a farsi saltare in aria in un attentato suicida in Israele. Khaled decide di voler vivere e tornerà sui propri passi, ma Saïd porterà a termine la propria missione. Suo padre è stato ucciso quando il ragazzo aveva solo dieci anni, accusato di aver collaborato con la controparte israeliana, le sue colpe verranno lavate col sangue di suo figlio. Ventiquattro ore nella testa di due ragazzi semplici, protagonisti di azioni di cui sentiamo parlare quotidianamente, ma di cui capiamo davvero poco le ragioni.










