Questo film, vincitore al 28mo Torino Film Festival del Premio Speciale della Giuria, è spunto di riflessione su se stessi e sulla capacità di rapportarsi a temi non facilmente affrontabili perché riconducibili al dolore.
Simone (Marie-Hélène Bellavance) è una giovane ragazza che, in seguito ad un lutto familiare, lascia l'università per dedicarsi a tempo pieno all'assistenza dei malati terminali. Inizia per lei la ricerca del vero valore della vita, una ricerca che parte da un'improvvisa sterzata sul percorso intrapreso sino a quel momento, mettendo altresì in dubbio il rapporto d'amore con il fidanzato Boris, fortemente passionale, ma scarsamente costruttivo e profondo.
Simone (Marie-Hélène Bellavance) è una giovane ragazza che, in seguito ad un lutto familiare, lascia l'università per dedicarsi a tempo pieno all'assistenza dei malati terminali. Inizia per lei la ricerca del vero valore della vita, una ricerca che parte da un'improvvisa sterzata sul percorso intrapreso sino a quel momento, mettendo altresì in dubbio il rapporto d'amore con il fidanzato Boris, fortemente passionale, ma scarsamente costruttivo e profondo.










